Il rosmarino è la pianta aromatica che uso di più, il suo profumo inebriante che si mantiene anche nelle lunghe cottura regala ai piatti quell'amore che solo una pianta aromatica può dare. Nel mio piccolo giardino sul balcone non manca mai, è un sempreverde e quindi vive anche d'inverno, ma daesso ha un fascino particolare: è in fiore! Sbocciano adesso fiori color lilla che sono incantevoli e regalano un pò di colore a questa pianta carica di verde intenso.
Non è uno spettacolo???
Lo accompagno spesso con le patate e ho voluto provare il rosti di patate proprio con quest'erba aromatica.
1 kg di patate grattuggiate 1 cipolla alcuni rametti di rosmarino olio extravergine burro sale e pepe
Ho garttuggiato le patate e la cipolla e le ho lasciate in uno scolapasta a perde amido e acqua. Poi le ho messe in uan ciotola, condite con sale, pepe e il rosmarino tritato. Ho preso una padellina antiaderente e ho mesoo olio e burro a sciogliere, ho fatto dei mucchietti di patate un pò pressati con il fondo di un cucchiaio e lasciati cuocere alcuni minuti con il coperchio chiuso. Una volta abbrustoliti da un lato li ho girati dall'altro e cotti ancora un pò.
Che dire potete poi mangiare anche solo questi o accompagnarli con carne uova, pesce, sono molto versatili.
Mangiare sano: IL FRITTO .... NON FRITTO Pesce azzurro: LE ALICI
Eh si come mangiare sano mantenendo inalterato il gusto? Eh si mangiare pesce almeno due volte alla settimana, prediligere il pesce azzurro, non abusare dei fritti e dei condimenti e prediligere l'olio extrav., mangiare verdure tutti i giorni, ... mangiare bene tutti i giorni!!! Come dire che queste regole basilari sono sbagliate.... ma il gusto spesso non va d'accordo con il mangiar sano .... ma possiamo trovare delle scappatoie e quindi oggi mangiamo sano e con gusto.
Come non approffittare delle prprietà del pesce azzurro, e della sua economicità vogliamo parlarne??? Bene oggi è proprio venerdì e quindi compriamo ALICI. Prendiamo le alici che dovranno essere freschissime dal pescivendolo, se avete pazienza di pulirle prendetene tante perchè andranno a ruba!!!! Privatele della testa e con un semplice gesto del pollice apritele scorrendo lungo la loro lisca, attenzione dovranno rimanere unite! Lavatele accuratamente sotto acqua corrente e lasciatele scolare. Preparate intanto alcune uova sbattute con sale e pepe e un pò di pan grattato. Prendete le alici, passatele nell'uovo e in seguito nel pan grattato, pressandole un pò. Stendetele uniformemente in una placca da forno rivestita di carta oleata, irroratele con un filo d'olio extra vergine di oliva. Cuocetele a 200° C finchè risulteranno ben dorate. Come queste ....
... ditemi se non sembrano fritte??? vi giuro che il sapore è ottimo... Nel nostro mangiare sano siamo a buon punto:
mangiare pesce
non fritto
prediligere il pesce azzurro
adesso passiamo alle verdure, manteniamo la croccantezza del piatto. Prendiamo del radicchio rosso di chioggia e lo tagliamo a listarelle, alcune belle e croccanti coste di sedano verde, condiamo il tutto con sale, pepe e un filo di olio extra vergine toscano dop, alcune carote a fiammifero e componiamo il piatto.
e abbiamo ottenuto gli altri punti del mangiar sano:
non abusare dei condimenti e prediligere olio extrav.
mangiare verdure
ma il più importante di tutti
mangiare con gusto
INSALATA CON IL MARE
Ingredienti:
Alici fresche pan grattato olio 1 uovo radicchio rosso di chioggia sedano carote
"Friggiamo" le alici come descritto sopra e prepariamo un' insalatina leggera leggera.
Con questa insalatina partecipo alla raccolta "Salads" di Susina, partecipate avrete ancora tempo fino al 30 aprile.
Partecipo incuriosita e estremamente attratta alla raccolta di Vegolosa, "Cinema in Tavola", prima di tutto perché è interessante ed originalissima e poi perchéci riavvicina al cinema che fa parte della cultura italiana e della nostra tradizione.
I film di una volta rimangono capolavori del nostro cinema, un tesoro inestimabile che ci accompagnano negli anni, da Federico Fellini a Vittorio De Sica, da Marcello Mastroianni a Mario Monicelli, ... registi che hanno portato il cinema italiano ad affacciarsi nel panorama mondiale. Questi artisti e tanti altri non italiani hanno portato alla ribalta attori e attrici che ricordano tutt'oggi il cinema anni 50/60: Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Alberto Sordi, HumphreyBogart, AudreyHepburn, WilliamHolden, .....
E proprio a questi ultimi tre, mi sono ispirata per raccontavi il mio cinema, un film che ha fatto la storia, forse l'interpretazione cinematografica per eccellenza di Cenerentola, l'amore che supera le barriere sociali, reputato persino anticonformista per l'epoca.
Siamo nel 1954, il genio di BillyWilder scrive la tipica commedia americana di quegli anni: SABRINA; ingaggiando un vero cast d'eccellenza, introduce nel mondo delle celebrità di Hollywood AudreyHepburn, affiancata da due colossi del cinema quali HumphreyBogart e WilliamHolden. Vince così con grande maestria un Oscar nel 1955 per i migliori costumi e un Golden Globe sempre nello stesso anno come migliore sceneggiatura.
Sabrina (AudreyHepburn) è una ragazza dolce e timida, figlia dell'autista di una famiglia miliardaria di LongIsland, i Larrabee. Innamorata e non corrisposta del secondogenito dongiovanni della famiglia, David (WilliamHolden), dopo tante pene amorose e dopo aver tentato il suicidio, nonostante trovi nel fratello maggiore di David, Linus (HumphreyBogart), il suo salvatore, decide di scappare dalle sofferenze per andare in una famosa scuola di cucina a Parigi.
La lontananza non le fa dimenticare il suo grande amore ma quando torna appare trasformata: è diventata una donna splendida ed elegante, tanto che David non la riconosce. Adesso cattura su di sé tutte le attenzioni del miliardario che, nonostante fidanzato e promesso sposo, per la quarta volta, con la figlia di Tayson, un grande uomo d'affari, riesce ad uscire con lei, scatenando le ire e il malcontento del padre che gli rimprovera di essersi compromesso con una donna della bassa società. A causa di un piccolo incidente David è costretto ad allontanarsi da Sabrina, questo favorirà la conoscenza tra la donna e Linus, tra i due nasce un sentimento profondo che costringe Linus a rivelarle che il progetto della sua famiglia sarebbe stato quello di rimandarla a Parigi ed allontanarla definitivamente, in modo da non ostacolare il matrimonio tra David e la figlia di Tayson e poter finalmente unire l'azienda Tayson alla Larrabee. Quando arriva il giorno della partenza della donna, David, che ha intuito il rapporto nato tra il fratello e Sabrina, incita Linus a partire con Sabrina, anche se Linus è convinto che al suo fianco debba esserci David. Quando David si presenta alla firma del contratto Linus capisce che ha via libera con Sabrina, perciò raggiunge la nave al porto. Una volta sulla nave, viene recapitato a Sabrina un cappello nero: era il cappello che la donna aveva sistemato a Linus secondo la moda parigina, quando si frequentarono. Lei capisce tutto, vede Linus, gli corre incontro e si abbracciano, pronti a passare una vita felice insieme.
Visto il grande successo di questo film, SydneyPollack decide di proporre un remake della commedia degli anni 50, nel 1995.
L'impresa di Pollack fu impossibile: pareggiare il genio di Wilder era cosa proibitiva, l'anticonformismo dell'epoca negli anni 90 non faceva più scalpore, il cast anche se di tutta eccellenza non poteva pareggiare le interpretazioni epocali dei tre hollywoodiani.
La scontrosità di Bogart non ha trovato terreno fertile in Harrison Ford, nonostante il grande fascino dell'attore, il carisma di Holden non è da paragonare con quello di GregKinnear, il fascino e la classe della Hepburn, non possono trovare confronto in JuliaOrmond, nonostante la presenza graziosa.
Ma cosa avrà mai cucinato Sabrina nella scuola parigina???
Soufflè di formaggi
4 uova
200 g di groviera grattugiato
2 cucchiai di parmigianograttugiato
750 ml di latte
5 cucchiai di farina
sale
pepe
noce moscata
60 g di burro
pan grattato per foderare lo stampo.
Preparare una besciamella classica: fare un roux con la farina e il burro, aggiungere il latte caldo pian piano, far bollire per 3/4 minuti finchè non si addensa. Salare, aggiustare di pepe e a piacere noce moscata. Mettere in una ciotola e aggiungere i formaggi grattugiati poi chiudere con pellicola trasparente in modo da sciogliere con il calore i formaggi. Unire i tuorli delle uova. Montare a neve gli albumi ed incorporarli con cura. Versare il composto in uno stampo da soufflè, prima imburrato e spolverizzato con il pan grattato, infornare a 220° per 20 minuti, deve assumere un colore dorato e gonfiarsi.
Ricetta: "Soufflè di formaggi" tratta da "Sabrina" film del 1954. Con questa ricetta partecipo alla raccolta che sopra ho citato Il cinema in Tavola.
Eh si è proprio il periodo giusto per gustare ottimie arance, che oltre ad apportare una carica di viatamina C, sono anche gustose, dolci, coloratissime, insomma buonissime. Adesso al mercato troviamo facilmente le tarocco, che hanno un sapore che ricorda la calda Sicilia e un pò ti fa sognare mare, sole, l'estate, .... Colgo quindi al voloquesto concorso "Ci piace un sUcco"di Lisa e Giovannae ... buona spremuta a tutti!!!
Sempre per ricordare il nostro sud e le loro preparazioni che accostano il loro bel mare e la loro terra ho preparato un tris di piatti di mare agli agrumi e un dolce con le amate arance.
Tris di mare agli agrumi
Il piatto è composto da tre antipasti o possaimo considerarlo un piatto unico. Iniziamo con i gamberi.
Gamberoni al profumo di limone
Ho usato dei gamberoni rossialmeno 3 a testa, li ho lavati e ho rimosso il carapace lasciando però la coda bella per la decorazione, li ho rosolati con una noce di burro qualche secondo da entrambi i lati (attenzione a non cuocerli troppo), ho sfumato con sUcco di limone, aggiustato di sale e pepe bianco e lasciato in monsa per qualche minuto con alcune fettine di buccia di limone (se i limoni non sono trattati è molto meglio).
Poi proseguiamo con il branzino.
Branzino alle arance e pepe rosa
Prendere un branzino freschissimo, sfilettarlo, togliere la pelle e ricavarne delle fette sottili, seguendo il taglio dei filetti. Se saranno troppo grosse per il vostro piacere, potete mettere le fettine ottenute fra due strati di carta da forno e batterle con un batti carne. Adagiarle in una pirofila, spremere due arance e versare il sUcco sopra, aggiungere un pò di sUcco di limone, sale, olio e pepe rosa in bacche. Lasciatelo nella marinatura per circa mezz'ora e poi metetelo nel piatto di portata con alcune fettine di buccia di arancia e alcune fette di arancia tagliata vivo. Vicino ho messo un cucchiaino di pesto di olive taggiasche per creare contrasto.
E finiamo con la sogliola.
Turbanti di sogliola al cognac
Anche qui sarà necessario comprare sogliole freschissime e abbastanza grosse, in modo da ottenere 4 bei filetti polposi. Una volta sfilettata la sogliola, privarla della pelle: questa operazione è possibile farla fare al pescivendolo, che potrebbe avere la macchina per pelare le sogliole, oppura la potete fare voi a sogliola intera o già sfilettata come preferite. Formare dei turbantini con ogni filetto aiutandovi con lo stuzzicadente, questi li lascerete almeno 30 minuti in una marinatura fatta con sUcco di limone, uno scalogno, un po di sUcco di arancia e un goccio di cognac, avendo cura di girare il pesce ogni tanto. In una padellina antiaderente, con un filo d'olio, cuocere i turbanti sfumando con il composto della marinatura. Servire nel piatto di portata con fette di arancia sottili.
E dopo questi intriganti accostamenti, tra dolce e salato, piccante e alcolico, possiamo passare alla preparazione del dolce. Un dolce che dovrà essere abbastanza neutro, semplice e poco stucchevole, per esaltare a pieno il dolce delle tarocco.
Tortino alla chantilly con gelatina di tarocco
La composizione di questo dolce è semplicissima. Spremere il sUcco di due arance tarocco. Una parte la useremo per bagnare alcuni pavesini, l'altra per la gelatina. Alla base di un coppapasta metteremo alcuni pavesini imbevuti di spremuta, per creare il fondo. Sopra una colata di crema chantilly, fatta con una crema pasticcera (2 uova, 50 g di zucchero, 25 g di farina, 125 ml di latte), quando sarà fredda unirla ad alcuni cucchiai di panna liquida precedentemente montata. Passare in frigo mentre pre3paraiamo la gelatina. Prendere il sUcco delle arance eunirlo ad un composto di zucchero e bucce di arance che è stato bollito con 1 bicchiere d'acqua per 4 minuti. Unire alla fine 10 g di colla di pesce e far raffreddare, quando risulta freddo ma non solidificato metterlo attorno al coppapasta. Sformare il dolce creare una spirale con cioccolato fuso e adagiare sopra delle lamelle di mandorle, che se guardate bene sembrano petali.
Sicuramente vi rimarrà della gelatina che è otima anche da mangiare così, perciò potete formare delle piccole gelatine con varie forme da gustare con il dolce.
Queste due ricette rappresentano il mio inverno, i miei profumi di una stagione un pò cupa che cerco di valororizzare al meglio. Con una delle due in particolare volevo partecipare al contest pubblicato da Pasta,Amore, Fantasia e .... e dalla Compagnia dei Cavatappi : Stinco al tartufo. L'altra ricetta: Polenta al gorgonzola e funghi porcini può risultare un abbinamento a questo secondo piatto oppure un'alternativa per il "nostro" freddo inverno (ci tengo a precisare che quest a non partecipa al concorso.
Polenta al gorgonzola e funghi porcini
Ho fatto 2 litri di polenta che mio zio mi ha portato dal Trentino, veramente buona, più grossolana come impasto rispetto alle solite polente.
poi ho cucinato 2 buste di porcini surgelati con olio e spicchi d'aglio (che poi ho tolto), sale e pepe q.b.
Quando la polenta era pronta, ne ho prese due o tre cucchiaiate, le ho messe al centro del piatto, ho appoggiato sopra fette sottili di gorgonzola e sopra ancora i funghi!!!
STINCO AL TARTUFO
Rosolare in padella uno stinco di maiale con olio e sale. In un altra casseruola stufare carota, sedano e una cipolla di tropea. Prendere lo stinco ben rosolato e metterlo con le verdure, dove finirà di cuocere con 750 cc di brodo vegetale. Lo stinco sarà cotto quando vedrete che la carne inizia a staccarsi dall'osso.
Togliere lo stinco e tenerlo in caldo, frullare il fondo di cottura, aggiungere del tartufo nero (o una crema aromatizzata al tartufo, o in mancanza d'altro burro al tartufo) e fare andare sul fuoco il tutto ancora per qualche minuto. Rimettere lo stinco e fargli prendere sapore nella salsa.
Una volta cotti scalopparli e versarvi sopra la salsa. Potete accompagnarli con cipolline caramellate o in agrodolce, cipolle al forno, o più classicamente con patate al forno.
Il mio blog è nato perchè è tanta la voglia di sperimentare, sorprendere, deliziare ed imparare una delle più antiche arti del mondo. Quando l'amore e la passione vengono tradotti in una forma d'arte, nasce un'esperienza unica ed inimitabile.